Il Caffè

Il caffè ha per noi occidentali 3 secoli di storia, ma in Oriente era diffuso come bevanda a tutti i livelli sociali dai tempi più antichi. I primi dati sicuri risalgono all'800, ma di una misteriosa bevanda nera e amara con virtù eccitanti e stimolanti ne raccontano già Omero e molte leggende arabe.

Intorno all'anno 1000 Avicenna somministrava il caffè come farmaco ed è del 1400 una curiosa storia che narra di un pastore yemenita il quale, avendo osservato delle capre che avevano appena brucato bacche rossastre da una pianta ed erano diventate irrequiete ed eccitatissime, volle riferire l'accaduto ad un monaco. Questi, dopo aver bollito le bacche, ne ricavò una bevanda amara ma ricca di forza, tanto da fugare sonno e stanchezza.

Comunque sia avvenuta la scoperta, resta il fatto che la pianta del caffè nacque in Africa in una regione dell'Etiopia (Kaffa) e di li' si diffuse nello Yemen, Arabia, Egitto, Siria e soprattutto in Turchia, dove ebbe uno sviluppo enorme ed entrò nel costume popolare quotidiano.
Verso la fine del 500 le grandi imprese commerciali diffusero in Europa il caffè, introducendo cosi' anche nel costume occidentale questa nuova bevanda.

Il caffè in Italia arrivò nel 1615 grazie ai commercianti veneziani ed al medico botanico Prospero Alpino; iniziò cosi' un interessante traffico con i produttori arabi. L'uso della bevanda si estendeva a Francia, Austria e Germania. Gran parte del caffè che veniva fornito al mercato europeo proveniva dai porti di Alessandria e Smirne. Ma le maggiori esigenze di un consumo in ascesa, la migliorata conoscenza botanica della pianta del caffè, le alte tasse imposte dai porti di imbarco, spinsero mercanti e studiosi a sperimentare trapianti in altri paesi. Gli olandesi nelle colonie d'oltremare (Batavia, Giava), i francesi nel 1723 nell'isola di Martinica, in seguito nelle Antille e poi via via inglesi, spagnoli e portoghesi invasero la fascia tropicale sia dell'Asia sia dell'America.

Nel 1727 il caffè iniziò ad essere coltivato nel nord del Brasile, ma le condizioni poco favorevoli del clima spostarono via via le coltivazioni, prima a Rio De Janeiro e poi finalmente (1800-1850) negli Stati di San Paolo e Minas, dove il caffè trovò il suo ambiente ideale tanto che la coltivazione cominciò a svilupparsi fino a diventare la più importante risorsa economica del Brasile. E' proprio nel periodo 1740-1805 che la coltivazione del caffè raggiunse la sua massima espansione, nell'area Centro e Sud americana. Pur essendo originario dell'Africa il caffè è per questo continente un fatto abbastanza recente. Furono infatti gli europei che nelle loro colonie ne introdussero nuovamente la coltura, trasformandola laddove, per favorevoli condizioni di terra e clima, le piantagioni potevano prosperare.